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CCNL Sanità 2025-2027 firmata l’ipotesi di rinnovo da Nursing Up con aumenti e arretrati per infermieri e professionisti sanitari

CCNL Sanità 2025-2027, Nursing Up firma: per infermieri e ostetriche aumenti e circa 3.184 euro di arretrati

Milano, 29 luglio 2026

Nursing Up ha sottoscritto l’ipotesi di rinnovo del CCNL Comparto Sanità 2025-2027. Aumenti economici, incremento dell’indennità infermieristica e ostetrica, nuove tutele sulle ferie, ristoro psico-fisico e valorizzazione degli incarichi. Ma per il sindacato il contratto non basta: ora serve un fondo perequativo per avvicinare gli stipendi dei professionisti sanitari italiani ai livelli europei.

Nursing Up ha sottoscritto l’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Sanità 2025-2027, al termine di una trattativa complessa che ha visto il sindacato impegnato fino all’ultimo per ottenere risultati concreti per infermieri, ostetriche e professionisti sanitari.

Il rinnovo, che dovrà ora completare il previsto percorso istituzionale prima di diventare definitivo, introduce importanti novità economiche e normative e rappresenta un ulteriore passo nel percorso di valorizzazione dei professionisti che ogni giorno garantiscono il funzionamento degli ospedali, dei servizi territoriali e, più in generale, del Servizio sanitario nazionale.

Per Nursing Up, tuttavia, la firma non rappresenta un punto di arrivo.

Restano infatti aperte questioni strutturali che non possono essere risolte esclusivamente attraverso la contrattazione collettiva e sulle quali il sindacato chiede ora alla politica risposte concrete: stipendi ancora lontani dalla media europea, valorizzazione dei laureati magistrali delle professioni sanitarie e riconoscimento contrattuale dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità.

CCNL Sanità 2025-2027: gli aumenti per infermieri e professionisti sanitari

Sul piano economico, l’ipotesi di rinnovo introduce incrementi che, considerando le diverse componenti retributive interessate, determinano un beneficio economico medio mensile complessivo stimato tra 216 e 240 euro per il personale sanitario del comparto, in relazione al profilo e alle voci applicabili.

Per gli infermieri, tra gli elementi principali figurano:

  • 130,20 euro mensili di incremento dello stipendio tabellare;
  • aumento dell’indennità di specificità infermieristica, che passa dagli attuali 69,90 euro a 93,35 euro mensili;
  • analoghi incrementi dell’indennità prevista per le ostetriche;
  • valorizzazione economica delle indennità percepite durante i periodi di ferie;
  • nuove misure riguardanti particolari unità operative e servizi;
  • interventi sul ristoro psico-fisico;
  • valorizzazione degli incarichi di base.

Si tratta di risultati ottenuti attraverso un confronto serrato, con l’obiettivo di rafforzare il riconoscimento economico e professionale del lavoro svolto quotidianamente dai professionisti della sanità pubblica.

Arretrati CCNL Sanità 2025-2027: circa 3.184 euro per un infermiere

Uno degli aspetti economicamente più rilevanti riguarda gli arretrati contrattuali relativi alle annualità 2025 e 2026.

A titolo esemplificativo, per un infermiere è stimato un importo pari a circa 3.184,35 euro di arretrati contrattuali, riferiti al biennio 2025-2026 e salvo il conguaglio dell’Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC) 2025-2026.

L’erogazione è prevista, una volta completato l’iter del nuovo contratto, a partire dal 1° gennaio 2027.

Indennità durante le ferie: una delle novità del CCNL 2025-2027

Tra le innovazioni dell’ipotesi contrattuale assume particolare importanza la disciplina economica delle ferie, che recepisce gli orientamenti maturati a livello europeo sulla necessità di evitare una penalizzazione economica del lavoratore durante il periodo destinato al recupero psico-fisico.

Il nuovo meccanismo riconosce un’indennità giornaliera durante le ferie, commisurata alle indennità accessorie percepite nell’anno solare precedente.

Secondo le stime riportate nella documentazione illustrativa, il beneficio corrisponde mediamente a circa 16 euro mensili, fermo restando che il valore effettivo dipenderà dalle condizioni individuali e dalle indennità accessorie percepite dal singolo lavoratore.

Nuove indennità per particolari Unità Operative e servizi

Il rinnovo interviene anche sul riconoscimento del disagio connesso all’attività prestata in particolari Unità Operative e servizi.

È prevista un’indennità giornaliera destinata al personale interessato, con possibilità di intervento della contrattazione integrativa aziendale sugli importi e sulle fasce, compatibilmente con le risorse disponibili nei Fondi.

L’obiettivo è consentire una maggiore capacità di riconoscere economicamente le condizioni organizzative e assistenziali maggiormente gravose.

Ristoro psico-fisico: pausa obbligatoria nei turni superiori a 6 ore

Un altro punto significativo riguarda il ristoro psico-fisico del personale sanitario.

Per i turni superiori alle sei ore viene prevista una pausa di almeno 10 minuti, finalizzata al recupero delle energie psico-fisiche.

Nei reparti a continuità assistenziale, quando le caratteristiche del servizio non consentono al professionista di allontanarsi, viene previsto un periodo continuativo fino a dieci minuti caratterizzato da una minore intensità assistenziale.

Quando la pausa pranzo o mensa viene fruita prima o contestualmente alla pausa, questa assolve anche alla funzione di recupero psico-fisico e non è prevista la restituzione dei dieci minuti.

Incarichi di base: parte variabile fino a 3.500 euro l’anno

Il nuovo CCNL interviene anche sugli incarichi di base, con una valorizzazione economica che potrà assumere particolare rilevanza per l’Area dei Professionisti della Salute.

L’indennità collegata all’incarico potrà raggiungere complessivamente valori compresi tra 1.000 e 3.500 euro annui, sulla base delle risorse disponibili e delle determinazioni assunte attraverso la contrattazione integrativa.

Si tratta di uno strumento che potrà contribuire a riconoscere maggiormente responsabilità, competenze ed esperienza professionale, ma la sua concreta efficacia dipenderà inevitabilmente dalle risorse effettivamente disponibili nelle singole aziende.

Nursing Up: «Risultati importanti, ma non possiamo fermarci qui»

Per Nursing Up, il nuovo contratto contiene risultati importanti, frutto di una battaglia lunga e complessa.

Allo stesso tempo, gli incrementi ottenuti non possono compensare da soli anni di politiche di austerità, perdita del potere d’acquisto e progressivo impoverimento economico delle professioni sanitarie.

Accanto alle luci del nuovo CCNL rimangono quindi ombre che richiedono interventi che vanno oltre il tavolo della contrattazione nazionale.

E su queste questioni Nursing Up chiede ora una risposta alla politica.

Fondo perequativo: Nursing Up chiede stipendi europei per infermieri e professionisti sanitari

La priorità è l’istituzione per legge di un fondo perequativo nazionale destinato agli infermieri e ai professionisti sanitari.

La richiesta nasce dal persistente divario retributivo tra i professionisti italiani e i colleghi degli altri Paesi europei.

Secondo Nursing Up, nelle buste paga degli infermieri italiani mancano circa 17.000 euro l’anno per raggiungere livelli retributivi comparabili con quelli europei.

Un divario che non può essere colmato esclusivamente attraverso i normali rinnovi contrattuali.

Per questo Nursing Up chiede alla politica di assumersi la responsabilità di un intervento strutturale e di istituire un fondo perequativo dedicato, capace di sostenere un percorso concreto di avvicinamento delle retribuzioni italiane alla media europea.

La valorizzazione economica non rappresenta soltanto una questione salariale: significa rendere nuovamente attrattive le professioni sanitarie, contrastare l’abbandono professionale, frenare la fuga verso l’estero e garantire al Servizio sanitario nazionale le risorse professionali necessarie per continuare a funzionare.

Laureati magistrali delle professioni sanitarie: serve il giusto riconoscimento contrattuale

Un’altra questione centrale riguarda i professionisti sanitari in possesso della laurea magistrale, oggi collocati nell’Area dell’Elevata Qualificazione del comparto.

Per Nursing Up questa collocazione resta insufficiente rispetto al livello formativo raggiunto, alle competenze possedute e alle responsabilità che questi professionisti possono assumere.

«Per noi del Nursing Up questo riconoscimento resta insufficiente rispetto alle competenze, alle responsabilità e al livello formativo acquisito. La battaglia del sindacato proseguirà affinché ai laureati magistrali venga riconosciuta una collocazione ordinamentale coerente con il loro percorso universitario e con le funzioni effettivamente svolte».

La questione richiede un intervento istituzionale capace di costruire finalmente un percorso coerente tra formazione universitaria avanzata, competenze specialistiche, responsabilità professionali e riconoscimento contrattuale.

Infermiere di Famiglia e di Comunità: manca ancora un vero inquadramento contrattuale

Resta inoltre irrisolta la questione dell’Infermiere di Famiglia e di Comunità (IFeC).

Si tratta di una figura considerata strategica per lo sviluppo dell’assistenza territoriale, ma che continua a essere priva di una disciplina contrattuale realmente dedicata.

Una lacuna particolarmente grave alla luce dello sviluppo delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità e del fabbisogno di oltre 20.000 professionisti collegato al potenziamento dell’assistenza territoriale.

Per Nursing Up non è sufficiente riconoscere a questi professionisti una piccola indennità o un incarico continuando, nella sostanza, a considerarli infermieri generalisti.

La domanda è inevitabile: come sarà possibile trovare migliaia di Infermieri di Famiglia e di Comunità senza costruire un percorso professionale, contrattuale ed economico realmente attrattivo?

E soprattutto, come si pensa di rafforzare il territorio senza impoverire ulteriormente gli organici ospedalieri, già oggi sottoposti a una grave carenza di personale?

CCNL Sanità 2025-2027: per Nursing Up la battaglia continua

La sottoscrizione dell’ipotesi di CCNL Comparto Sanità 2025-2027 rappresenta quindi un risultato importante, ma non conclude il percorso di Nursing Up per la valorizzazione degli infermieri e delle professioni sanitarie.

Il nuovo contratto porta con sé aumenti economici, maggiori tutele e nuovi strumenti di valorizzazione professionale. Ora, però, occorre affrontare le questioni che il contratto, da solo, non può risolvere.

Le priorità indicate da Nursing Up sono chiare: istituire ope legis un fondo perequativo per avvicinare gli stipendi degli infermieri e dei professionisti sanitari italiani alla media europea; riconoscere pienamente il valore dei laureati magistrali delle professioni sanitarie; introdurre una disciplina contrattuale specifica e realmente valorizzante per l’Infermiere di Famiglia e di Comunità.

Il futuro del Servizio sanitario nazionale passa anche dalla capacità di riconoscere il valore di chi ogni giorno lo tiene in piedi.

Nursing Up continuerà la propria battaglia affinché questo riconoscimento sia professionale, contrattuale e, soprattutto, economico.

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