Lavoro Usurante Infermieri

Lavoro usurante per gli infermieri: l’Italia non può più ignorare una realtà evidente

Milano, 22 luglio 2026

Turni notturni, carichi assistenziali sempre più pesanti, rischio biologico, aggressioni e un crescente logoramento fisico e psicologico. Per Nursing Up è arrivato il momento che anche l’Italia riconosca ufficialmente il lavoro infermieristico come attività usurante, seguendo l’esempio di altri Paesi europei.

La recente decisione della Grecia di riconoscere gli infermieri tra le professioni usuranti ha riportato al centro del dibattito una questione che Nursing Up porta avanti da anni: garantire anche ai professionisti italiani tutele adeguate rispetto alla reale gravosità del loro lavoro.

Una richiesta che non nasce da una semplice rivendicazione sindacale, ma dalla consapevolezza che la professione infermieristica è profondamente cambiata negli ultimi decenni. Oggi gli infermieri rappresentano il pilastro del Servizio Sanitario Nazionale, assicurando assistenza continua ventiquattro ore su ventiquattro in ospedali, pronto soccorso, terapie intensive, Case di Comunità, RSA e servizi territoriali.

Una professione sempre più gravosa

L’attività infermieristica comporta responsabilità cliniche elevate e un’esposizione quotidiana a fattori di rischio che incidono in maniera significativa sulla salute degli operatori.

Ogni giorno gli infermieri affrontano:

Sono condizioni che determinano un progressivo deterioramento della salute fisica e psicologica e che rendono sempre più difficile immaginare una carriera lavorativa fino all’età pensionabile senza adeguate misure di tutela.

Le evidenze scientifiche confermano l’usura della professione

La richiesta di riconoscere il lavoro infermieristico come attività usurante trova solide basi nella letteratura scientifica internazionale.

Una recente revisione sistematica con meta-analisi condotta su 31 studi europei e oltre 5.100 infermieri ha evidenziato che l’87,8% degli infermieri presenta disturbi muscoloscheletrici correlati al lavoro (Work-Related Musculoskeletal Disorders – WMSDs). Le sedi maggiormente interessate risultano essere la colonna lombare (61,4%), il collo (49,9%) e la parte superiore della schiena (46,3%). Gli autori concludono che la professione infermieristica è tra quelle maggiormente esposte a patologie lavoro-correlate e sottolineano la necessità di implementare interventi organizzativi e strategie preventive dedicate (Gorce & Jacquier-Bret, 2025).

L’elevato impatto del lavoro infermieristico non riguarda soltanto la sfera fisica. Una meta-analisi internazionale pubblicata sul Journal of Psychiatric Research ha documentato una significativa prevalenza della sindrome di burnouttra gli infermieri, associata a turni prolungati, lavoro notturno, carenza di personale, elevato carico assistenziale e continuo coinvolgimento emotivo (Woo et al., 2020).

Ulteriori evidenze confermano come i disturbi muscoloscheletrici rappresentino uno dei principali problemi di salute occupazionale nella professione infermieristica, con un’incidenza nettamente superiore rispetto a molte altre categorie lavorative (Sun et al., 2023).

Nel loro insieme, questi dati scientifici confermano ciò che gli infermieri sperimentano quotidianamente: il lavoro assistenziale comporta una significativa usura fisica e psicologica, destinata ad accumularsi nel corso della carriera e che merita un adeguato riconoscimento anche sul piano normativo.

L’Europa accelera, l’Italia resta indietro

Negli ultimi anni diversi Paesi europei hanno introdotto strumenti di tutela specifici per il personale infermieristico.

La Grecia ha recentemente inserito gli infermieri tra le professioni usuranti, mentre l’Austria ha previsto specifiche agevolazioni previdenziali per il personale sanitario impegnato nelle attività assistenziali più gravose.

In Italia, invece, il quadro normativo continua a non riconoscere la professione infermieristica tra i lavori usuranti, nonostante l’evoluzione dell’organizzazione sanitaria e l’aumento delle responsabilità cliniche affidate agli infermieri.

La Lombardia conosce bene queste criticità

In Lombardia gli infermieri operano in una delle reti sanitarie più complesse del Paese, caratterizzata da grandi ospedali, pronto soccorso ad alta intensità assistenziale e una crescente domanda di cure.

Negli ultimi anni Nursing Up Lombardia ha denunciato ripetutamente criticità ormai strutturali:

  • organici insufficienti;
  • ricorso sistematico agli straordinari;
  • difficoltà nella conciliazione tra vita lavorativa e privata;
  • aumento delle aggressioni al personale sanitario;
  • perdita di attrattività della professione infermieristica.

Condizioni che incidono non solo sul benessere degli operatori, ma anche sulla qualità dell’assistenza garantita ai cittadini.

Antonio De Palma: «Serve un riconoscimento concreto»

Come ribadito dal presidente nazionale di Nursing Up, Antonio De Palma, non è più sufficiente celebrare pubblicamente il ruolo degli infermieri senza adottare provvedimenti concreti. (ansa.it)

Se una professione caratterizzata da lavoro notturno, esposizione continua al rischio, responsabilità cliniche elevate, movimentazione dei pazienti e forte impatto emotivo non può essere considerata usurante, è legittimo chiedersi quali siano oggi i criteri adottati dal legislatore.

La posizione di Nursing Up Lombardia

Nursing Up Lombardia sostiene con convinzione la richiesta di riconoscere la professione infermieristica e ostetrica tra i lavori usuranti.

Non si tratta di rivendicare privilegi, ma di ottenere un riconoscimento coerente con la realtà quotidiana vissuta da decine di migliaia di professionisti.

Riconoscere il lavoro usurante significa tutelare la salute degli infermieri, delle ostetriche e dei professionisti sanitari. Significa valorizzare delle professioni sempre meno attrattiva e contribuire a garantire un Servizio Sanitario Nazionale più forte, più sicuro e più sostenibile.

Le parole di apprezzamento non bastano più.

Servono scelte politiche coraggiose, capaci di trasformare il riconoscimento del valore degli infermieri in diritti concreti.

Fonti

Gorce, P., & Jacquier-Bret, J. (2025). Work-related musculoskeletal disorder prevalence by body area among nurses in Europe: Systematic review and meta-analysis. *Journal of Functional Morphology and Kinesiology, 10*(1), 66. https://doi.org/10.3390/jfmk10010066

Sun, W., Luo, Z., Wang, P., Zhang, S., & Li, H. (2023). Prevalence of work-related musculoskeletal disorders among nurses: A meta-analysis. *Iranian Journal of Public Health, 52*(3), 471–481. https://doi.org/10.18502/ijph.v52i3.12130

Woo, T., Ho, R., Tang, A., & Tam, W. (2020). Global prevalence of burnout symptoms among nurses: A systematic review and meta-analysis. *Journal of Psychiatric Research, 123*, 9–20. https://doi.org/10.1016/j.jpsychires.2019.12.015