Congresso Nazionale Quadri Dirigenti Nursing Up

Roma, 13 Ottobre 2023
 
NURSING UP CONGRESSO NAZIONALE QUADRI DIRIGENTI
Una giornata finalizzata ad approfondire l’attuale situazione di emergenza dovuta all’abbandono delle professioni sanitarie assistenziali, come quella infermieristica ed ostetrica e a delineare la mappa di strategie, strumenti e proposte contrattuali da mettere sul tavolo del Governo in occasione del prossimo rinnovo contrattuale.
 

RIASSUNTO ATTIVITÀ ATTI CONGRESSUALI 13 ottobre 2023

  

NURSING UP

 

CONGRESSO NAZIONALE QUADRI DIRIGENTI

SHERATON PARK HOTEL DE MEDICI 

 

Il Congresso Nazionale Quadri Dirigenti del Nursing Up ha ribadito che gli infermieri e gli altri professionisti dell’assistenza non intendono arretrare di un solo millimetro sulle proprie legittime posizioni, e chiedono finalmente una radicale valorizzazione economico-contrattuale che la politica ha il dovere di non procrastinare ulteriormente.

NEVER GIVE UP, “NON MOLLARE MAI”

Questo è il messaggio che è risuonato forte come non mai durante il Congresso di Roma, nello scenario dello Sheraton Park Hotel De Medici.

A tenere nelle proprie mani le redini del filo conduttore di una giornata che è stata caratterizzata da concrete analisi e confronti non solo con dirigenti provenienti da tutta Italia, ma anche con esponenti politici di eccezione, tra i tanti il Sottosegretario alla Salute, On. Gemmato, e l’ex Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, ci ha pensato il leader e Presidente Antonio De Palma, che non solo si è fatto da subito portavoce, dati alla mano, del clima di estrema preoccupazione legato al delicatissimo momento storico degli infermieri, ma soprattutto, ha presentato alla platea,  uno studio con numeri e contenuti che giustificano quello che può essere definito, senza esagerazioni, l’ennesimo campanello di allarme, rispetto alla crisi di un sistema sanitario che non può più attendere per essere sanata.

STUDIO SHOCK

In Italia mancano all’appello da 170 a 250mila infermieri.

Siamo di fronte ad una voragine senza precedenti.

Solo un aumento degli stipendi può arginare la fuga delle nostre migliori eccellenze verso paesi stranieri come l’Arabia Saudita, che oggi arriva ad offrire 4500 euro al mese esentasse con alloggio e bollette gratuiti.

La politica decida finalmente di accogliere le legittime istanze degli infermieri e degli altri professionisti dell’area non medica.

Stipendi da favola, ferie aggiuntive, premi di servizio, palestre, cinema e servizi per la famiglia: sono solo alcune delle leve che solluccherano sempre più i nostri infermieri a lasciare l’Italia. 

Presenti al Congresso esponenti di Agenzie di recruitment europee, che hanno presentato alla platea gli avvisi aperti e le numerose posizioni dedicate agli infermieri per trasferirsi verso Arabia Saudita, Inghilterra, Irlanda, Francia, Olanda etc.

PRESENTATI I RISULTATI DELLO STUDIO TARGATO NURSING UP

Gli attuali riscontri dello studio proposto alla platea, sono in sintonia con il recente 18esimo Rapporto Crea Sanità, ma anche con i dati Eurostat 2020, che indicano un gap di ben 337 infermieri ogni 100mila abitanti rispetto agli standard europei (in Italia ce ne sono 626 rispetto ai 963 dei paesi Ue). 

Le stime dell’analisi, aggiornate ai dati dell’anno 2022 ultimi disponibili, che tengono conto anche di pensionamenti, PNRR, esigenze infermieri di famiglia, ed assunzioni intercorse in periodo Covid, mettono in evidenza che nel nostro Paese si parte da una carenza strutturale non inferiore ai 175.600 infermieri, se il confronto è con la media dei paesi Europei, per arrivare a non meno di 227.200, se il confronto si limita solo ai paesi dell’Unione Europea. 

SERVIRANNO SEMPRE PIU’ PROFESSIONISTI DELL’ASSISTENZA

Peraltro, come è emerso chiaramente dal rapporto, il costante invecchiamento della popolazione aumenta e aumenterà a dismisura il fabbisogno di infermieri, Ostetriche e professioni assistenziali, e renderà ancor più indispensabile il ruolo chiave per tutela della collettività da parte dei professionisti dell’assistenza, dentro e soprattutto fuori dalle realtà ospedaliere, giustificato dalle elevate competenze di cui i nostri professionisti sono legittimi titolari.

Il CONGRESSO HA EVIDENZIATO CHE:

La politica non può continuare a minimizzare le gravi carenze del nostro SSN, che si abbattono come colpi di mannaia sul futuro dei professionisti della sanità e sulla tutela della salute della collettività.

Inutile girarci intorno, inutile perderci in chiacchiere improduttive. Solo un congruo e legittimo aumento di stipendio per infermieri, ostetriche e per gli altri professionisti dell’area non medica può arginare l’emorragia di infermieri in atto, tra fughe delle nostre migliori eccellenze all’estero e dimissioni volontarie.

La professione infermieristica è caratterizzata da professionisti di altissimo profilo, ambitissimi all’estero. 

E in Italia cosa succede?

Ce li lasciamo scappare!

Permettiamo ad altri Paesi, con offerte che da noi sono pura utopia, di privarci delle fondamenta su cui ricostruire la sanità del presente e del futuro.

I GIOVANI NON VOGLIONO DIVENTARE INFERMIERI

A livello nazionale il calo degli iscritti al corso di laurea in Infermieristica ha raggiunto il 10,5%, passando dalle 25.539 domande dello scorso anno alle attuali 22.870 su 19.860 posti disponibili complessivi. 

Rispetto alla media annuale sugli ultimi 11 anni, i Laureati in infermieristica sono 11.436 sui 15.464 posti messi a bando, pari al 74%. 

Ed è palese che, con i pensionamenti e i concorsi che finiscono praticamente deserti, a causa di offerte ritenute troppo spesso poco edificanti, rischiamo concretamente di perdere addirittura il 30% di infermieri nei prossimi tre anni

TAPPETI ROSSI AGLI INFERMIERI, RITENUTI TRA I MIGLIORI PROFESSIONISTI DEL MONDO.

ECCO LE OFFERTE DI LAVORO.

In sostanza è questo quello che ha detto, nel corso del Congresso, Nuno Pinto, Chief executive officer di Vitae Professionale, una delle principali agenzie di reclutamento per le professioni sanitarie in Europa

Intervenuto in diretta video dal Portogallo, ha risposto alle domande del Presidente De Palma e ha messo in luce che, come da noi denunciato più volte, nel mondo è in corso una vera e propria caccia agli infermieri italiani.

Sono state presentate al Congresso le proposte di lavoro aperte in questi giorni: si tratta di posizioni che arrivano addirittura dal Medioriente. 

Nuno Pinto ha evidenziato con i fatti quello che temevamo da tempo. Oltre a Paesi come Svizzera, Germania, Inghilterra e Belgio, la nuova isola felice per gli infermieri italiani potrebbe davvero diventare l’Arabia Saudita.

L’agenzia ha delineato i contenuti e le cifre delle proposte di lavoro a disposizione degli infermieri italiani.

In Arabia si può arrivare a 4500 euro netti al mese addirittura esentasse, con alloggio e bollette gratuiti, un viaggio all’anno pagato in Italia, esclusi benefit extra. 

Il Congresso ha evidenziato che, il quadro è allettante per i nostri infermieri, ma è anche contemporaneamente desolante per la nostra sanità, che non può e non deve essere abbandonata a sé stessa da una politica che continua pericolosamente a sminuire la portata dei problemi che ci affliggono. 

IN ARRIVO UN ESERCITO DI INFERMIERI STRANIERI PER TAPPARE LE FALLE.

Ci servono davvero?

È la soluzione ideale in un momento storico così delicato?

Poco comprensibile, lo ha ribadito senza mezzi termini la mozione conclusiva per bocca del Presidente, è la scelta Ministeriale, di tappare la falla stringendo accordi per l’arrivo di infermieri stranieri in Italia.

Non è possibile nascondere, in merito all’imminente arrivo di tanti infermieri indiani negli ospedali italiani, come confermato ufficialmente dal Ministro della Salute Schillaci, il forte clima di preoccupazione che si respira, in queste ore, non solo da parte di sindacati delle professioni sanitarie come Nursing Up, ma soprattutto da parte di tanti infermieri che da anni lavorano sul campo, nel nostro SSN, e affrontano già disagi quotidiani di non poco conto.

Partiamo prima di tutto dal principio di fondo, ha stigmatizzato il Congresso, che non è possibile essere d’accordo o sostenere in alcun modo un modus operandi che prevede di ingaggiare infermieri stranieri per “tappare la falla”, quando nel contempo si commette l’errore madornale di lasciar fuggire all’estero le nostre eccellenze, nascondendo letteralmente la testa sotto la sabbia e rinunciando, di fatto, a creare le condizioni strutturali per arginare una pericolosa emorragia che non fa che avvantaggiare altre realtà sanitarie.

Qui non si tratta di apprendere semplici basi della lingua italiana, hanno sottolineato i congressisti.

Siamo di fronte ad una tipologia di comunicazione talvolta strettamente legata, solo per fare un esempio, a delicate prescrizioni terapeutiche, dalla cui corretta e tempestiva interpretazione ed applicazione, ogni giorno, dipende la salute dei pazienti e dei soggetti più fragili nei luoghi di cura.


RISORSE ECONOMICHE

KARAKIRI DELLA POLITICA!

Le pericolose indicazioni della NADEF parlano di ulteriori tagli alla spesa pubblica.

Numeri alla mano, “i famosi 4 miliardi” richiesti dal Ministro della Salute Schillaci, per rilanciare la sanità italiana, non solo potrebbero non bastare, ma potrebbero essere addirittura tristemente inferiori alle attese. 

I contenuti della NADEF pare evidenzino, udite udite, dal prossimo anno, una riduzione della spesa sanitaria, in rapporto al Pil.

Dall’anno prossimo scenderà al 6,2%, un vero e proprio crollo se rapportato al 7,4% del 2020 e al 7,1% del 2021.

In parole povere potrebbe essere prevista una diminuzione di ben due miliardi, da 134,7 miliardi nel 2023 (6,6%) a 132,9 nel 2024 (6,2%). 

IL CONGRESSO NAZIONALE SI È CHIESTO

Come si traduce tutto questo e che impatto avrà, sulla già precaria stabilità del SSN?

Eppure, le indicazioni del Nursing Up sono arrivate già da tempo al Ministro della Salute e al Governo: non accetteremo solo la detassazione degli straordinari, chiediamo anche quella degli stipendi ordinari.

Il Congresso Nazionale del Nursing Upha chiesto e ribadito a gran voce l’aumento dell’indennità di specificità infermieristica ottenuta con l’ultimo contratto, ferma a 70 euro, e il legittimo allargamento di quest’ultima anche alle ostetriche.

 

“ORA PRETENDIAMO RISPOSTE CONCRETE”

sono le ultime parole del leader De Palma ad una infervorata platea congressuale, soprattutto in relazione al prossimo contratto. 

Gli infermieri, le ostetriche e gli altri professionisti dell’area non medica ex legge n. 43/2006 meritano rispetto, e sono pronti a dare battaglia per ottenere i legittimi riconoscimenti a cui aspirano da tempo.

 
 
 
 

ITALPRESS: https://www.italpress.com/sanita-de-palma-lancia-lallarme-sulla-carenza-di-infermieri/

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